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LA NAVIGAZIONE STIMATA
Elementi di navigazione stimata
Nella navigazione la "stima" è di vitale importanza per la sicurezza, con essa si delimita la zona di mare nella quale dovremo necessariamente essere.
Se, ad esempio, navigassimo in mare aperto, privi della stima della velocità e della direzione, cioè senza conoscere questi due elementi, sarebbe estremamente difficile stabilire la zona di mare in cui ci troveremo dopo tre ore di navigazione.
Certamente la zona avrebbe la figura di una circonferenza (perché non conosciamo la direzione) ma quanto sarebbe grande il suo raggio? Tanto quanto la nostra velocità che sarà, dal momento che abbiamo detto di non conoscerla, la massima consentita alla nostra imbarcazione.
Se ad esempio la velocità massima della nostra imbarcazione fosse di 9 nodi dovremo dedurre che dopo le tre ore di navigazione la nostra imbarcazione si trova certamente all'interno di una circonferenza che ha come centro il punto di partenza e come raggio 27 miglia. In altre parole la nostra "zona di incertezza" sarebbe ampia ben 2.290 miglia quadrate; provate a pensare di dover richiedere soccorso, quali probabilità avrebbero di localizzarvi? Poche, concordo con voi.
Il primo obiettivo che dovete porvi sarà quello della limitazione della zona di certezza. Per ottenere ciò dovete abituarvi a seguire con metodo la navigazione e le operazioni di carteggio.
Ricordate che la precisione dovrà essere maggiore quanto più navigate in vicinanza della costa, dove maggiori e più frequenti sono i pericoli. In pieno oceano una zona di incertezza di due miglia di raggio mi lascia del tutto indifferente ma, nelle Bocche di Bonifacio, una zona di incertezza con raggio di un quarto di miglio non mi fa dormire, nell'arcipelago di La Maddalena l'approssimazione di 100 metri mi preoccupa seriamente.
Applicate pertanto sempre le regole essenziali della stima che potremo riassumere in:
  1. controllate spesso la vostra bussola e verificate frequentemente il valore della deviazione;
  2. eseguite sempre le operazioni di carteggio ed utilizzate SEMPRE E SOLTANTO carte e pubblicazioni nautiche aggiornate e Ufficiali;
  3. annotate sempre sulla carta nautica le variazioni di prora;
  4. abituatevi a valutare sempre la velocità della vostra imbarcazione con quanta precisione possibile;
  5. controllate sempre l'ora di partenza ed annotate scrupolosamente l'ora di ogni variazione di prua;
  6. annotate la direzione e la velocità del vento, soprattutto se navigate a vela;
  7. quando affidate il governo dell'imbarcazione ad altra persona raccomandategli di seguire la prora che gli avete assegnato e ordinategli di comunicarvi ogni variazione di velocità, di rotta e delle condizioni meteorologiche;
  8. consultate sempre il Portolano e tenete nel debito conto l'esistenza di eventuali correnti.
La formula che lega lo spazio alla velocità, e al tempo
Questa pagina aggiuntiva è riservata a quanti hanno un ricordo vago della relazione che lega lo spazio, la velocità ed il tempo.
Abbiamo visto che la conoscenza della velocità è determinante nello studio della navigazione; pertanto, oltre ad utilizzare i tachimetri, che ci consentono di misurare direttamente la velocità dell'imbarcazione, più spesso occorre calcolare la velocità, o procedere al calcolo del tempo impiegato a percorrere una certa distanza con una determinata velocità o a determinare lo spazio percorso in un certo intervallo di tempo.
Per far ciò ci avvarremo di una formula matematica che lega assieme la velocità, lo spazio ed il tempo impiegato.
Questa formula è la seguente:
V = S/t
dove V è la velocità espressa in Nodi, S è lo spazio espresso in miglia e t è il tempo espresso in ore e decimi di ore.
Per memorizzare la formula utilizziamo il triangolo sotto raffigurato, mettendo nel vertice in alto, su, lo spazio S, e la velocità V, in basso, per terra, con il tempo t.
Facile, non è vero? Se vogliamo ricavare lo Spazio è sufficiente coprirlo con un dito (vedere i tre disegni della figura) e appare l'operazione V x T (moltiplicheremo la velocità per il tempo); se volessimo ricavare il tempo t, mettiamo un dito su quest'ultimo e resta l'operazione S sopra V (divideremo lo spazio per la velocità); nello stesso modo, se volessimo ricavarci la velocità V dovremmo coprire questa e otterremo S sopra t (divideremo lo spazio per il tempo).
               
         
® 2000 G. Marco Sassu


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